.
Annunci online

TheBolz
La vita secondo il Bolz
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte









Sto Ascoltando:
Against Me! - New Wave
Teddybears - Fresh
Joy Division - Closer
Eddie Vedder - Into the Wild


Sto Leggendo:




 
Not in Italy (1)
2 febbraio 2008

Nuova rubrica: recensioni di film non pervenuti in Italia per motivi diversi, ma che, in un modo o nell'altro, meritano una visione. Se poi questo possa generare una riflessione sulle logiche perverse della distribuzione Italiana non so, ma probabilmente sfugge ai più il motivo per il quale dobbiamo sorbirci i vari Alien vs Predator vs Robocop vs Ralph Macchio mentre piccole chicche restano relegate al mercato dvd o completamente ignorate.

Hard Candy (USA 2005 di David Slade)

Di Splattercontainer la miglior mini-sinossi: Hard Candy è la storia del Lupo Cattivo che osserva Cappuccetto Rosso a lungo, la fa entrare nel bosco, la porta nella casetta, le regala le caramelle e poi la sbrana. Sì, ma chi è Cappuccetto Rosso e chi è il Lupo Cattivo?

Hard Candy è l'opera prima di David Slade e Brian Nelson, (A breve di nuovo insieme nelle sale con "30 days of Night") e stupisce positivamente per l'inaspettata capacità di regista e sceneggiatore di riuscire ad affrontare in un modo nuovo e soprendente un tema difficile e scomodo come la pedofilia. L'intera pellicola potrebbe sembrare una piece teatrale, completamente incentrata sulle splendide interpretazioni dei due protagonisti (Un ottimo Patrick Wilson e un'immensa Ellen Page) e sulla eccelente costruzione dei dialoghi, il tutto arricchito da una regia pulita e mai invasiva: in sostanza un piccolo gioiello nascosto (Tanto nascosto che da noi non è neanche uscito, nè nelle sale nè in dvd) capace di fornire allo spettatore letture assolutamente diverse fra loro; in conclusione un thriller di ottima fattura, davvero degno di nota.

Voto: 7.5




permalink | inviato da TheBolz il 2/2/2008 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Ultimamente al cinema (6)
12 gennaio 2007

Casino Royale di  Martin Campbell

                                                                                                              

Prendi il vecchio Bond di Brosnam, elimina macchine, moto, aerei, motoscafi e yachts, iscrivilo per un anno ad una full immersion di body building e street fight e avrai un’idea approssimativa di questa nuova e finalmente convincente versione moderna dell’agente segreto più famoso del mondo.

Da scarso conoscitore della saga di Fleming non posso fare commenti particolarmente approfonditi sulle atmosfere e sui richiami agli elementi comuni della serie, ma senz’altro posso riscontrare una solidità e un ritmo che non ricordo in un film di Bond dai tempi di Goldeneye; Daniel Craig è credibile (e picchia come un fabbro) dall’inizio alla fine del film, e la sceneggiatura (La presenza di Paul Haggis comincia ad essere una garanzia in questo senso) saldamente ancorata al primo romanzo Bondiano di Fleming, sembra serrata e senza alcun calo narrativo.

Consigliato; un film d’azione ben fatto è merce rara.

CommediaSexy di Alessandro D’Alatri

Commediasexi
Un applauso e un sentito ringraziamento ad Alessandro D’Alatri; grazie alla sua arguzia e al suo fiuto commerciale abbiamo finalmente un utilissimo e pratico strumento per bandire dai casting cinematografici Italiani per i prossimi 50 anni chiunque presenti il prefisso tele- o il suffisso –ina abbinato alla propria professione.

Come rovinare con una coppia di attori (Protagonisti!...sic..) inadeguati, incapaci e fuori contesto un’idea  e una storia che tutto sommato potevano anche sembrare non certo originali, ma quantomeno sufficientemente divertenti da giustificare i soldi spesi per l’affitto dell’attico con vista Colosseo , assoluto protagonista positivo del film.

Irritante, fastidioso e ingiustificabile.




permalink | inviato da il 12/1/2007 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Prossimamente....
29 dicembre 2006

Giusto per rallegrarci un po' in periodo di festività, considerando che scegliere un film da andare a vedere al cinema sembra ultimamente diventata un'impresa ai limiti dell'impossibile vi propongo il trailer appena sfornato di Grindhouse, il nuovo attesissimo film della coppia Tarantino-Rodriguez, sembrerebbe un ritorno alle origini per entrambi, speriamo bene..




permalink | inviato da il 29/12/2006 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Ultimamente al Cinema (4)
14 dicembre 2006

The Departed di Martin Scorsese

The Departed
Un film di Scorsese, con qualche rarissima eccezione (Al di là della vita, Il colore dei Soldi) è sempre una garanzia; anche in questo caso non posso che constatare l’abilità di un regista che non sbaglia un colpo, e anche quando sbaglia, riesce a mascherare il tutto grazie ad un talento e una competenza senz’altro fuori dal comune.

The Departed è un film costruito senza falle su una sceneggiatura forse un po’ banale e prevedibile, ma senz’altro solida e  inattaccabile, su una coppia d’attori  fra i migliori in circolazione (Se non i migliori delle rispettive generazioni, il confronto fra Di Caprio e Matt Damon è impietoso, ma senz’altro conferma lo straordinario talento del primo, ndTB) e su  una caratterizzazione dell’ambiente malavitoso delle periferie che ha fatto la fortuna di Scorsese in molti dei suoi film più famosi.

Se solo non si fosse trasformato il finale nella sagra del  cervello di Morro Reatino forse il film sarebbe stato ancora più interessante, ma ciò non toglie che la visione sia consigliata a tutti, ai fan dello Scorsese di Goodfellas (Cui per molti aspetti The Departed somiglia) così come a quelli che preferiscono le sue opere minori (Per quanto mi riguarda Fuori Orario su tutti).

 

I Figli degli Uomini Di Alfonso Cuaròn

Children of Men
Dal romanzo di P.D.James il migliore film sci-fi degli ultimi 10 anni (Non che ci voglia poi molto a brillare in un panorama desolato e desolante popolato da GuerredeiMondi, IoRobot, MatriciRicaricate e DonnieDarki).

Un finalmente credibile Clive Owen si aggira senza pace in un’Inghilterra del 2027 devastata (Così come il mondo intero) dagli effetti di una sterilità femminile che non trova spiegazioni (Per il protagonista così come per lo spettatore) attraverso scenari e situazioni che ricordano i “28 giorni dopo” di Boyle così come la New York penitenziaria di Carpenter. Cuaròn segue passo passo il protagonista nell’evolversi della vicenda, e così come un inviato di guerra documenta in prima persona la profondità del baratro in cui l’umanità sembra caduta.

La straordinarietà del film si rivela proprio nell’abilità strepitosa del regista di utilizzare carrelli e steadycam in un modo mai visto in precedenza (Mi aggiungo alle centinaia di persone che l’hanno già scritto, ma il piano sequenza finale e quello dell’agguato sono da storia del cinema, senza discussione) e se anche la sceneggiatura presenta delle crepe vistose e delle voragini narrative il tutto viene spazzato via e messo in secondo piano da un impatto visivo incredibile, che trascina lo spettatore per i capelli e lo tiene inchiodato allo schermo senza via di scampo, così come succede quando si assiste ad un capolavoro.

P.S: Ma quanto è più bella la locandina Americana?




permalink | inviato da il 14/12/2006 alle 9:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Ultimamente al cinema (3)
4 dicembre 2006

Stavolta l'"Ultimamente" è d'obbligo, visto e consderato che la maggior parte di questi film nn è praticamente più nelle sale....

Il Diavolo veste Prada di David Frankel
The Devil Wears Prada
Nient'altro che una commedia divertente, molto femminile (O effemminata?), sostanzialmente un omaggio all'industria della moda offerto da un regista mediocre e da un cast complessivamente abbastanza discutibile (Se si escludono Stanley Tucci e la Streep). E non venitemi a parlare del messaggio trasmesso, ognuno varrà si per quello che ha dentro e per quello che rappresenta la propria individualità, ma se io sono uscito dal cinema provando una certa simpatia per il cartello gay che monopolizza l'industria del lusso nel mondo, non ci deve essere fra le pieghe del film una denuncia così feroce e implacabile alle regole della vacuità del Fashion. 

Io te e Dupree di Russo Bros.
You, Me and Dupree
Divertente, costruito piuttosto bene e con un Owen Wilson straripante (Ma io come al solito nn posso essere del tutto obiettivo); nulla di rilevante sotto il profilo della regia nè degli aspetti tecnici, d'altronde i Russo nn avevano mai fatto nulla al di fuori dell'ambito televisivo, l'attenzione a mio avviso è da focalizzare principalmente su un cast del tutto azzeccato, che dona una marcia in più al tutto.

La Gang del Bosco di Karey Kirkpatrick
Over the Hedge
Mi era stato presentato come uno dei migliori (Se nn il migliore) film d'animazione digitale mai prodotto: forse un po' troppo, ma il giudizio è più che positivo e nel complesso regge alla grande il confronto con i capolavori del genere (Shrek e Finding Nemo su tutti..), non facendomi rimpiangere il mio ritorno al cinema pomeridiano dopo l'ultima esperienza in 2a media...
Se l'analisi e la caratterizzazione dei personaggi (Specialmente dei non protagonisti) è magnifica e i daloghi risultano serrati, divertenti e mai sotto tono, probabilmente risulta un po' trascurata la storia e l'intreccio della vicenda, così come l'effettiva realizzazione visiva del tutto.
Da vedere, anche se di pomeriggio...

Scoop di Woody Allen
Scoop
Dopo il (Meritatisimo) successo di Match Point, Woody allen cambia lo stile ma non l'ambiente e l'attrice protegonista, rimane in inghilterra e confeziona un film gradevole, ben fatto, e che non si discosta poi molto dagli standard e dalle peculiarità delle sue produzioni degli ultimi 15 anni (Diciamo da Radio Days ad oggi).
Un giallo che poi tanto giallo non è, le battute di Allen che continuano a far ridere nonostante gli anni, le rughe e Hugh Jackman, l'aristocrazia inglese (Vera protagonista comica del film, altro che Johannson...) sono i pilastri di una vicenda che prende a pretesto il mondo del giornalismo per costruire una storia poco ambiziosa ma scritta bene, e nn mi sembra un particolare di poco conto....




permalink | inviato da il 4/12/2006 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Ultimamente al Cinema (2) parte seconda
13 novembre 2006

The Hoax – L’inganno di Lasse Hallstrom
The Hoax

Mai titolo fu più profetico, un film mediocre, salvato solo da un gigantesco Alfred Molina (A mio modestissimo avviso uno dei migliori attori Hollywoodiani su piazza) con pretese di  denuncia e impegno, caratteristiche che poco e male si sposano con i sorrisi e gli ammiccamenti del Dalai Gere, piacione come non mai, impegnato più a gigioneggiare e a compiacersi di se stesso che non a dare uno spessore e un’identità precisa al proprio personaggio.

Sconsigliato, a meno di non voler annegare un’ora e mezza della propria vita nella chioma brizzolata del Riccardo gigolò.

 

Babel di Alejandro Gonzaléz Inarritu

Babel 

Tre (O forse 4) storie si intrecciano fra Marocco, Stati Uniti, Messico e Giappone, 3 modi diversi di raccontare l’incomunicabilità fra gli uomini, 4 drammi esistenziali che si consumano su piani temporali diversi ma strettamente legati fra loro, Inarritu che ritorna su grandissimi livelli dopo la parentesi di 21 Grammi (Certamente un bel film, ma assolutamente lontano dalla grandezza e dalla poesia di Amores Perros).  

Questi gli ingredienti di un gran film, senz’altro uno dei migliori dell’ultimo anno, avvalorato da un cast  eterogeneo e di enorme spessore, capace di dare  un’intensità e un impatto alle vicende narrate, tali da trascinare lo spettatore nel vivo e non mollarlo fino alla fine, fino alla resa dei conti, lasciando senz’altro qualcosa in più e quella piacevole sensazione che solo raramente accompagna la visione di un un bel film..




permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Ultimamente al cinema (2) parte prima
8 novembre 2006

Borat di Larry Charles

Borat!: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan

Sacha Baron Cohen è un genio, e questo mi sembra ormai assodato e indiscutibile. Questo film, visto ormai una ventina di giorni fa alla festa del cinema di Roma in anteprima (Uscirà, probabilmente martoriato dal doppiaggio non prima di Marzo 2007) è un capolavoro di comicità, sarcasmo e follia visionaria. Borat è inviato in America per esplorarne le abitudini e le manie, e con una via di mezzo fra il road movie e il documentario ci trasporta nel pieno delle contraddizioni e delle follie del popolo statunitense, con uno stile e un’approccio che rende il film del tutto particolare e regala un ora e mezza di puro divertimento, come non mi capitava da un’infinità di tempo. Eccezionale e imperdibile, senza discussioni.

Fascisti su Marte di Corrado Guzzanti

E la montagna partorì il topolino. Dopo 4 anni di attesa, e un montaggio durato più del processo ad O.J Simpson, Guzzanti esce al cinema con il lungometraggio tratto dagli spezzoni già visti all’interno del “Caso Scafroglia”, e non aggiunge nulla (Se non un paio di effetti visivi frutto plausibile di un pomeriggio davanti a Windows movie maker..) a quanto già visto.

Divertente si, ma senz’altro penalizzato da una lunghezza eccessiva e dalla schizofrenia di Guzzanti (Va bene il narrato fisso, ma che senso ha mantenere al di sotto le voci registrate degli attori, rendendo in parte il magnifico effetto dei documentari bielorussi con il doppiaggio fuori sincrono?); aridatece Lorenzo e Rocco Smitherson.




permalink | inviato da il 8/11/2006 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Domino
28 agosto 2006

Ebbene si, continuo nella visione di quei 5 film che ricorrono in giro per tutta Roma, ed è la volta di Domino, l’ultima fatica del pessimo Tony Scott, passato ultimamente dal girare film poco pretenziosi ma carini (Vedi ad esempio “L’ultimo Boyscout” o “Spy Game” ) a lunghissimi (E insopportabili) videoclip di 2 ore. Proprio in questo senso va inteso Domino, un film che non dice molto (Anzi, direi quasi nulla), che si basa sulla storia romanzata della vita di una vera cacciatrice di taglie (Domino appunto), divisa fra l’amore per il suo “lavoro”, il peso di una madre ossessiva ed eccessivamente presente, uno show televisivo, i capricci di un boss della Mafia e un piano mal riuscito architettato da 3 impiegate della Motorizzazione Civile.

Soprassedendo su alcuni piccoli particolari che mi hanno reso piuttosto difficile seguire il film fino alla fine (Il doppiaggio della Knightley: terrificante, un incrocio fra Asia Argento e un orso marsicano), il grosso problema del film rimane la regia Parkinsoniana di Scott: non credo ci sia una sequenza girata come Cristo comanda della durata di più di 8 secondi (A un certo punto mi sono messo d’impegno e ho cronometrato la lunghezza delle scene con un briciolo di linearità e senza effetti, dissolvenze o riprese al rallentatore: 8 secondi di durata massima, appunto…), rispetto all’ultimo film di Scott in cui mi era capitato di imbattermi (“Man on Fire”, da ricovero) la situazione è migliorata, ma probabilmente per la presenza sensibilmente minore di scene d’azione, vero pallino del regista, nelle quali sembra impazzisca e voglia stupire a tutti i costi (Non oso pensare cosa potrebbe partorire la mente malata del buon Tony se gli fosse affidato un film di guerra; probabilmente creerebbe l’arma perfetta per far diventare epilettico tutto il genere umano).

Una vera chicca è però nascosta nelle pieghe del film: la riesumazione (Da non so dove, probabilmente dal regno degli attori di telefilm scomparsi dagli schermi, ove ovviamente regna Kirk Cameron) di Brian Austin Green e Ian Zering, meglio conosciuti come Steve e David di Beverly Hills 90210, addirittura con le voci originali del telefilm…da non perdere!

Per il resto c’è ben poco da aggiungere: la storia è scontata, i dialoghi cercano di dare un po’ di verve ma con risultati discutibili, gli (Ottimi) attori annaspano dietro a un mare di effetti e tecnicismi che annacquano del tutto le loro (Indiscutibili) capacità e tutto il film sembra più una sequenza video di un videogame che non un film vero e proprio, sinceramente uno dei peggiori visti quest’anno.




permalink | inviato da il 28/8/2006 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
sfoglia
gennaio